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TMW

Soli 125 minuti in vantaggio: Fiorentina tra le peggiori in Serie A. Ecco perché serve un leader

TMW
Niccolò Righi
autore
Niccolò Righi
Oggi alle 07:45Serie A
31.10.2026 07:45Serie A
Nelle nove partite di campionato disputate fin qui, i ragazzi di Vanoli sono stati in vantaggio per soli 125 minuti: peggio solo Parma, Monza e Venezia
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2026

L’illusione della prima vittoria in un Franchi ormai stregato quando Joao Mario ha ribaltato il vantaggio di De Ketelaere si è schiantato con i soliti blackout difensivi che hanno permesso a Zalewski di trovare il gol del pareggio e di fissare il punteggio sul 2-2 tra Fiorentina e Atalanta. Un risultato che ha lasciato con l’amaro in bocca il pubblico di Firenze che già pregustava il successo contro una Dea incerottata, stanca e alle corde ma comunque capace di tirare un ultimo decisivo montante. E in tal senso, la rete del pareggio siglata dal polacco, oltre a sottolineare i soliti e cronici difetti difensivi che la Fiorentina palesa da inizio stagione, sottolinea un altro problema non meno grave della squadra: la sua totale incapacità di gestire i minuti in vantaggio.

Fiorentina tra le peggiori in Serie A a gestire il vantaggio

Nelle nove partite fin qui disputate, la Fiorentina è rimasta in vantaggio per appena 125 minuti. Un dato che colloca i viola tra le squadre meno capaci di gestire una situazione di vantaggio: soltanto Parma (42 minuti), Venezia (48) e Monza (112) hanno fatto peggio in questa speciale graduatoria. Un numero che racconta bene le difficoltà della squadra. Nelle prime due gare contro Roma e Frosinone, infatti, la Fiorentina non è mai riuscita a portarsi avanti. Contro il Torino il vantaggio è durato appena 27 minuti, prima della rimonta granata firmata Mandragora-Adams. Il dato è salito a 60 minuti nella sfida con il Venezia, per poi tornare a zero nelle successive tre partite contro Napoli, Genoa e Como. A San Siro, invece, i viola hanno assaporato il vantaggio per 25 minuti, il tempo trascorso tra il gol di Jimenez e il pareggio di Thuram. Nell'ultima occasione, infine, sono bastati appena 13 minuti tra la rete di Joao Mario e il definitivo 2-2 firmato Zalewski.

Mancanza di un leader temperamentale

In questo scenario emerge con sempre maggiore evidenza la necessità di trovare un vero leader, tecnico e caratteriale, capace di guidare la squadra in campo. Una figura di riferimento in grado di gestire la pressione nei momenti decisivi delle partite e di trasmettere personalità al resto del gruppo. Proprio la mancata individuazione di un profilo con queste caratteristiche potrebbe rappresentare uno dei principali errori commessi in estate da Fabio Paratici. D'altronde, della mancanza di un leader aveva parlato nei giorni scorsi anche lo stesso Vanoli, sottolineando come, in assenza di un singolo calciatore con queste qualità, sarebbe dovuto essere l'intero gruppo ad assumersi la responsabilità di diventare un punto di riferimento. Una soluzione auspicabile, ma che finora fatica a trovare riscontri concreti sul campo. Non è quindi difficile immaginare che il mercato di gennaio possa muoversi proprio in questa direzione: la Fiorentina andrà alla ricerca di un calciatore (centrocampista, e magari anche di un difensore) capace di portare in dote esperienza, personalità e leadership. Caratteristiche che oggi sembrano mancare e di cui la squadra ha un bisogno sempre più evidente.

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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